Il caffè dell’artista Federico Severino

Questo pomeriggio berremo un caffè delle cinque con Federico Severino, un giovane artista siciliano che si serve dei pastelli per creare le sue opere d’arte


Chi sei?

Sono Federico Severino, giovane artista di 24 anni che vive nel mondo delle nuvole.


Cosa fai?

Nel mio lavoro mi interessa approfondire il tema del territorio inteso come “luogo”, parte di un vissuto, dove l’esperienza crea in me ‘relazioni’ differenti che mi portano a ricostruire momenti per me molto intimi.

Non ho mai ragionato molto su ciò che mi viene da realizzare. Il tutto parte sempre da un’emozione, da una cosa vista che si amplifica ed acquista un significato importante dentro me. Ciò che mi nutre, nel fare quella cosa, è il sentimento stesso che mi provoca.

L’ uso del colore e il segno sono liberi da ogni struttura.

Grazie all’uso del pastello vado sempre più a definire e a far acquistare forma e solidità all’immagine. Isolo l’oggetto o la scena, quasi per indurre l’osservatore a soffermarsi, ad attendere.

Sono sempre alla ricerca del “momento” dove il ricordo mi porta a ripristinare, creare e “ri-relazionarmi” con le forme e lo spazio circostante e ricostruirne l’insieme. Forme del reale vengono traslate su un supporto bidimensionale e si trasformano in segni che assumono una nuova identità.

Ogni singolo soggetto presenta l’identità di un pensiero trasferito su tela, l’immagine è essenziale, distruggendo la forma e dando un volto completamente nuovo.

Il corpo dell’immagine è trattenuto da una leggera e intima sospensione, quasi fosse senza tempo.

Figure e spazio sono due costanti ed è per me fondamentale mantenere questo forte legame labile tra loro.


Cosa ci presenti?

Ho selezionato due immagini di alcuni miei pastelli.

I pastelli partono come appunti di viaggio, vere e proprie annotazioni, ma, in verità, proprio quando non mostro considerazione verso di loro, acquistano valore e pian piano prendono forma e diventano veri e propri lavori.

Il progetto su cui ho lavorato e di cui ne propongo una piccola parte riguarda il “muro” di Berlino. Il “muro” inteso come parte di un ‘vissuto’, frutto di una mia breve residenza nella capitale tedesca. Al mio rientro in Sicilia, nei mesi a seguire, ho sentito forte il bisogno emotivo di riproporre visioni, elementi-strutture che pian piano si sono amplificati dentro di me e hanno acquistato fisicità.

 


Cosa leggi nel fondo della tazza?

Nel fondo della tazza leggo ben poco perché ancora è rimasto del caffè.

Forse, non appena sarà terminato, potrò leggere la mia determinazione nel perseguire questo arduo cammino.


Con chi prenderesti un caffè delle cinque?

Con chi ha voglia di farsi una chiaccherata bella “tosta” sugli argomenti caldi del contemporaneo. Sicuramente inviterei molto volentieri Mark Rothko, artista che stimo moltissimo ed Edward Hopper e, se accettasse l’invito, anche l’artista scozzese Peter Doig.


Se anche tu vuoi sederti al tavolo della community e bere un caffè, rispondi a queste 5 domande, fotografati mentre bevi un caffè e invia tutto a info@ilcaffedellecinque.it 

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